VINI E DISTILLATI – Santannella 2013 Terre Siciliane Mandrarossa

Vino SANTANNELLA MANDRAROSSASantannella

nasce da un favoloso microclima

fatto da umori sole e terra rossa

che favorisce il Fiano e lo sublima.

È pura leggiadria, ti dà la scossa,

ti fa cantare e fare versi in rima.

Portentoso al palato e qui rimane

col suo aroma di TERRE SICILIANE.

 

Nelson Martinico

VINI E DISTILLATI – Nativ, Greco di Tufo

vino_nativ_greco-di-tufoLo splendido NATIV, GRECO DI TUFO

con la zuppa di pesce è l’ideale,

coi formaggi che sanno di tartufo

e con la carne bianca. Sì, è speciale.

Di lui non puoi mai dire “sono stufo”

perché non c’è altro vino che sia eguale.

NATIV, GRECO DI TUFO, sommo vino

spillato dalle botti di Avellino.

 

Società Agricola Nativ S.r.l. unip.

di Roberta Pirone

Sede legale: Via Zigarelli, 14 – 83100 (AV)

Tel / Fax: + 39 0825 460611

Cantina: Contrada San Nicola n.15 – 83052 Paternopoli (AV)

info@nativsrl.com

http://www.winenativ.it/

Nelson Martinico

A TU PER TU – Intervista a Marco Cavallaro

CavSiciliano DOC, classe ’76, se viene definito giovane, prontamente, risponde che l’Italia ha un concetto di giovinezza differente e dilatato rispetto il resto del mondo. Ha reso il teatro la sua esistenza. A self made man lo definirebbero gli americani. Attore, scrittore di commedie. Frequenta i palchi da oltre un ventennio. Crede nel ruolo dell’artista e soprattutto lavora su se stesso, sui suoi personaggi, sui suoi colleghi, provando e riprovando ogni scena fino a quando non rimane soddisfatto. Famelico di libri, ama saziarsi di loro per poi ispirarsi nei suoi testi. Riempie i teatri delle città attraverso il passaparola, conta solo sulle sue forze, mirando ai fatti, poco alle chiacchiere. Se scorgete il suo nome su un cartellone, andate a vederlo a teatro.

Come si è cambiato il teatro negli ultimi 20 anni?

Provenendo dallo Stabile di Catania che negli anni ’90 ha rappresentato molto per l’Italia con un numero elevato di abbonamenti ed importanti produzioni, devo dire che il teatro ha subito un tracollo. Sono cresciuto lì, ho respirato quell’aria e quell’ambiente, per cui noto un decadimento.

 Per colpa di chi?

Certamente a causa di una tv di basso livello e di una politica che, ahimè, ha messo mani anche nei teatri. Come al solito favoritismi e clientelismi regnano sovrani, per cui,  spesso, chi ha occupato ruoli di importanza amministrativa nel settore non era all’altezza. Chi, come me, lavora solo sulle proprie forze ha più difficoltà ad emergere ma il pubblico sempre ripaga il lavoro con la sua presenza.

Cosa si intende per sicilianità?

Sciascia, Pirandello, Verga ed altri hanno reso l’isola popolarissima e hanno creato anche loro la sicilianità. L’essere siciliano significa essere isolano, attaccato alla terra di origine come pochi. Caratteristica comune ai sardi.

Attori della tua regione ai quali ti sei ispirato?

Turi Ferro, Tuccio Musumeci ed Angelo Musco.

E scrittori?

Gesualdo Bufalino, Leonardo Sciascia, Nino Martoglio ed Andrea Camilleri col suo siciliano inventato, trovata geniale. Non dimentichiamo che tra i prodotti di maggiore qualità in tv c’è proprio Il commissario Montalbano.

Un augurio a te stesso

Continuare a fare ciò che faccio da già 23 anni e di farlo ancora almeno per altri 23. Spero di avere successo non per essere un nome, il nome ce l’ho: Marco Cavallaro,  ma per poter realizzare con più tranquillità ciò che desidero.

Un augurio all’Italia

Che torni ciò che era. Voglio citare Pino Caruso: < Stiamo cercando di rovinare questo paese in tutti i modi ma, stiamo pur tranquilli che, non riusciremo neanche in questo>

A quale pietanza associ il teatro?

Alla Satura lanx latina. Piatto unico con diverse pietanze , per cui vario e destinato agli dei

Cosa intendi per ebrezza

Vivere sempre al limite della felicità

Una citazione sul cibo

M’arricriai

La citazione che più ti rappresenta

“Un giorno senza risate è un giorno perso” oppure: “ Ridi ed il mondo riderà con te o starnutisci e piangerai da solo sulle macerie”.

Elvia Gregorace

A TU PER TU – Intervista a Paolo Capriotti

paolo hiltonTra le regioni più interessanti d’Italia, a rilento ma a testa alta, un territorio attraente è certamente le Marche. Clima, paesaggio, vino e cibo sono ben legate alle origini ed il rapporto qualità prezzo è elevatissimo, fatto non scontato negli ultimi anni all’interno del Belpaese. Esperti e non di nettare di Bacco dovrebbero, comunque, assaggiare i prodotti dell’Azienda Agricola Poderi di San Lazzaro ad Offida (AP). Intensi, veraci, autentici proprio come la zona e difficilmente non rammentabili. A parlarcene il produttore del Piceno Paolo Capriotti. Diretto, dalla battuta pronta, amante dei colori affronta la vita con solarità ma con i piedi ben radicati al suolo.  Ricorda come, da bambino, osservava gli anziani mentre lavoravano la terra ed appare mosso da quel senso del dovere e quell’amore.

Perché la gente deve bere i Suoi vini?

Perché sono interessanti, unici per la diversità delle annate, esprimono tante emozioni

Suggerisca due delle Sue bottiglie, la prima per gli  addetti ai lavori, la seconda per gli aspiranti bevitori

Il Rosso Piceno lo offrirei  agli esperti per complessità ed equilibrio; per le “matricole” la Passerina, vino ruffiano  e gradevole

Un abbinamento tra cibo e vino della Sua regione

Il Pecorino con carni bianche, antipasti e pesce per struttura ed acidità

Come dovrebbero agire le istituzioni per aiutare i vinaioli?

Promuovendo il territorio, compito soprattutto della classe politica locale

Allora promuova Lei il suo territorio

I paesaggi sono integri, la longevità è diffusa, permane un equilibrio nel rapporto uomo-natura. Venite a trovarci!

Una citazione sul vino

Il bere vino puro calma la fame ed anche l’anima

http://www.poderisanlazzaro.it

Elvia Gregorace

DIRITTI A TAVOLA – Il cioccolato non può essere definito puro

Il 25 Novembre 2010 la Corte di Giustizia UE (C-47/09), su ricorso della Commissione europea, condanna la Repubblica Italiana per violazione della Direttiva CE 36/2000, relativa ai prodotti di cacao e di cioccolato destinati all’alimentazione umana, e della Direttiva 13/2000 in materia di etichettatura e presentazione dei prodotti alimentari. In Italia infatti il D. lgs. 12 giugno 2003, n. 178, ammetteva sulle etichette la dicitura “cioccolato puro” qualora l’unico grasso utilizzato fosse stato il burro di cacao. La Corte di giustizia però ha sottolineato che l’utilizzo entro il 5% del prodotto finito di altri grassi vegetali diversi dal burro di cacao (elencati nell’Allegato della stessa Direttiva) non comporta una modifica sostanziale e qualitativa del prodotto per cui risulta ingiustificata, insufficiente e addirittura fuorviante per il consumatore una denominazione differente (la dicotomia cioccolato puro e cioccolato fa infatti sembrare che la seconda dicitura abbia una connotazione negativa ed indichi un prodotto “impuro”). Secondo la Corte di Giustizia dunque, per garantire al consumatore un’informazione corretta e imparziale, sarebbe sufficiente riportare sull’etichetta una indicazione “neutra e obiettiva” che informi il consumatore circa l’assenza di grassi vegetali diversi dal burro di cacao. Ciò è quanto stabilito dalla Direttiva violata la quale fissa delle denominazioni comuni per l’etichettatura di questi prodotti, denominazioni che devono essere utilizzate pedissequamente da ogni stato membro proprio per garantire un’informazione chiara e per permettere, grazie a tale uniformazione, la libera circolazione dei prodotti all’interno della Comunità.

Terminando trovo utile sottolineare, per non far preoccupare i lettori, che l’utilizzo di grassi vegetali differenti dal burro di cacao è comunque rigorosamente regolamentato essendo limitato a sole sei sostanze elencate in modo tassativo (olio di palma, burro d’illipé, grasso e stearina di Shorea robusta, burro di karitè, burro di cocum, nocciolo di mango) e alla quantità del 5% del prodotto finito.

Francesca Vittozzi