DELIZIE DIFFERENTI – Storia moderna del vino italiano

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Ho cominciato a leggerlo dalla fine questo corposo volume di oltre 400 pagine. Lo faccio spesso con i libri che ho piacere di recensire.

Il motivo è presto chiarito: voglio trovare la mia via, il mio percorso, che in questo caso parte dalla bibliografia, nutrita e importante. Di tutto rispetto. Cosa che offre il destro a una spigolatura accurata, durante la quale vengo attratta da questo o quell’articolo, da un volto, un paesaggio, un’etichetta.

Non che il curatore, intendiamoci, da solo non fosse già una garanzia, per non dire dei contributi testuali, redatti – tanto per citarne qualcuno – da Attilio Scienza, Roger Sesto, Mario Busso e molti altri (tra cotanti uomini anche altrettante donne, come Angela De Marco, Piera Genta e Alma Torretta); ma il fatto è che in quelle pagine di chiusura, a cui spesso non si dà la giusta importanza, ci sono le fonti cui si attinge, pozzi fondamentali per far entrare a pieno diritto nel titolo di un’opera la parola “storia”. E qui ce ne sono di antichi e di più recenti, che hanno detto molto – e bene – sul mondo di Bacco, un universo che Walter Filiputti conosce bene, visto che è un ex vignaiolo, nonché enomanager, wine maker, sommelier e, attualmente, docente universitario presso la facoltà di Agraria di Milano.

Ecco, così comincia il mio viaggio: un percorso di lettura a ritroso che zigzaga tra immagini di cantine, eccentriche architetture cui certe vigne guardano attonite, ma anche tra nomi eccellenti che hanno disegnato il profilo del vino italiano dal 1960 al 2010, illustri aziende descritte in schede puntuali ed esaustive. Argomento portante della terza tranche di questo grande e illustrato manuale che si apre, nella sezione d’esordio, con un imprescindibile tributo a Luigi Veronelli, il mai abbastanza compianto padre del Rinascimento del vino italiano.

E più continuo nstoria-moderna-del-vino-italiano_2ell’opera di scandaglio, più mi rendo conto di essere davanti a una storia geografica del Bel Paese, recente e moderna, raccontata ab ovo mediante i fatti, gli uomini e le etichette che hanno cambiato profondamente la fisionomia della produzione enologica patria. Dal Piemonte alla Sardegna, dal Friuli alla Puglia, dal Veneto alla Calabria l’Italia c’è tutta: con i suoi territori vinicoli, diventati simbolo di un Made in Italy vincente, con le sue progressive e magnifiche sorti sui mercati internazionali, con le proprie, famose manifestazioni internazionali come il Vinitaly.

Poi nel cuore del libro, in mezzo, nella seconda parte, si dà spazio al linguaggio, al modo di dire il vino, di narrarlo con le parole, oltre che alle modalità di farlo, muovendosi tra scienza e sostenibilità, tra filosofie tradizionali e innovative, paradigmi che hanno coniugato la produzione e la ricerca vitivinicola della Penisola.

Poi, alla fine, dopo averlo percorso in lungo e in largo (nel vero senso della locuzione, date le sue dimensioni) mi rendo conto che è un volume che mancava, che ha riempito uno spazio importante della storia dell’enologia nostrana. Riuscendo – cosa non da poco – a mettere a disposizione di tutti una vicenda davvero inebriante, spesso poco e mal conosciuta.

STORIA MODERNA DEL VINO ITALIANO

A CURA DI WALTER FILIPUTTI

SKIRA EDITORE

2016, edizione italiana e inglese

€ 55,00

Clara Ippolito

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