VINI E DISTILLATI – Grandi eccellenze vitivinicole italiane al Giustino B. 2015 di Cantina Ruggeri il Premio Speciale Bollicine dell’Anno del Gambero Rosso

grandi-eccellenze-vitivinicole-italiane-al-giustino-b-2015-di-cantina-ruggeri-il-premio-speciale-bollicine-dellanno-del-gambero-rossoE’ l’ultimo traguardo di un vino nato vincente già 21 vendemmie fa e che, con questo premio, segna un’evoluzione nello stile di bere degli italiani. E’ il Giustino B, Prosecco Superiore di Valdobbiadene della cantina Ruggeri, premiato dalla guida Vini d’Italia Gambero Rosso con il titolo più prestigioso: Bollicine dell’Anno 2017. E’ la prima volta, infatti, che questo premio viene assegnato ad un vino rifermentato in autoclave: fino ad oggi a ricevere il riconoscimento erano stati solo spumanti ottenuti con lunghe rifermentazioni in bottiglia.

Paolo Bisol che, insieme ai figli Giustino ed Isabella, guida la cantina fondata nel 1950 dal padre Giustino Bisol, sottolinea: “E’ un riconoscimento che ci riempie di orgoglio perché sancisce due primati: oltre ad essere la prima volta che viene premiato un metodo italiano, è anche la prima volta che viene assegnato ad un Prosecco Superiore. Lo consideriamo un segno di grande attenzione per il territorio di Conegliano Valdobbiadene. Finalmente il vino prodotto nelle nostre colline, dopo aver incontrato una crescente popolarità tra il pubblico dei consumatori, ottiene ora le giuste attenzioni da parte degli specialisti”. Giustino B. Dedicato al fondatore della cantina Ruggeri, Giustino Bisol, il Giustino B. nasce dalla selezione di storici vigneti, posti in alta e media collina, sui versanti ricamati di filari che si estendono tra San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol, nel territorio di Valdobbiadene, estremità ovest dell’arco collinare in cui si produce il Prosecco Superiore Docg. Siamo sui pendii dei primi contrafforti dolomitici, nella parte nord della provincia di Treviso. Qui l’elevata pendenza costringe a operare esclusivamente a mano in ogni fase, dalla potatura alla vendemmia, e il lavoro è davvero molto impegnativo: per ogni ettaro, infatti, sono necessarie fino a 800 ore l’anno. Anche per contrastare erosioni e frane, il terreno è sempre inerbito, e nelle vigne più ripide si contano oltre 400 essenze erbacee diverse. I suoli sono di marne e arenarie, particolarmente ricchi di silicio, e facile è il ritrovamento di fossili marini, pesci e conchiglie. La presenza di viti vecchie e molto vecchie è di fondamentale importanza per lo sviluppo della complessità di questo vino.

Federico Ligotti

 

 

 

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