A TU PER TU CON …. Joska Biondelli

a-tu-per-tu-con-joska-biondelli_1

La storia più remota della famiglia Biondelli risale al XVIII secolo ed è strettamente legata al Ducato di Parma e Piacenza. Una dinastia molto impegnata anche nel settore agricolo che oggi, con Francesco e Joska, figli di Carlottavio e Mariella, incarna l’espressione (biologica) della viticultura franciacortina più illuminata.

Il Satèn ha saputo svincolarsi dal modello d’origine francese forse più del Brut: potrebbe essere il vero stendardo della denominazione?

Me lo auguro. Il Satèn venne concepito come un vino di mezzo, a metà tra i vini fermi e i vini spumanti: poi, verso la fine degli anni ’90, diventò il vino franciacortino che più di ogni altro incontrò il gusto del grande pubblico femminile, alla ricerca di vini rotondi. Cosa che spiega la pratica di dosaggi elevati. Fin dall’inizio, invece, ho scelto, di produrre un Satèn con un dosaggio molto basso per una sorta di involontario ritorno all’origine di questa tipologia, nata con dosaggi non elevati e concepita per accompagnare tutto il pasto.

Sembra un millesimato di fatto, ma non dichiarato.

Per dichiarare un millesimo è necessario un affinamento di almeno 36 mesi e il nostro Satèn ha un affinamento in bottiglia di 24. Per inciso, a parte ciò, io ho scelto di millesimare solo le annate eccezionali: questo è quanto avviene con il nostro Brut Millesimato Première Dame, che esce appunto solamente nel caso di annate fuori del comune.

a-tu-per-tu-con-joska-biondelli_2

Spieghiamo in poche parole il motivo di un dosaggio così basso?

Premesso che amo i vini dal gusto particolarmente secco, va detto subito che lo zucchero serve per stemperare l’acidità, ma in Franciacorta possiamo beneficiare di una buona quantità di sole, per cui di norma non si richiede un dosaggio elevato (che, infatti, nel caso del nostro Millesimato, vino dove l’acidità è stemperata dal lungo affinamento, è addirittura inesistente).

Il Satèn è dosato in genere tra 1-3 gr/l, il Brut tra 2-4. Inoltre, da sempre eseguiamo degli assaggi con cadenza mensile per monitorare costantemente questo cruciale punto, che impatta chiaramente sull’aspetto della freschezza. 

Tre aggettivi per definire il Suo Satèn?

Secco, versatile, elegante.

a-tu-per-tu-con-joska-biondelli_3

 

Il piatto con cui Le piace abbinarlo di più? 

In varie occasioni ho bevuto il nostro Satèn con un Carrè di agnello e timo: trovo che con questo tipo di carne tenera e rosata la combinazione sia davvero particolarmente gustosa.

Clara Ippolito

 

Advertisements