A TU PER TU CON …. Marcella Capaldo

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Giovane e illuminata sommelier di origine campana, Marcella ha aperto di recente nel quartiere romano Trieste un locale vino-centrico. Brylla – un nome, un destino – ha, infatti, Bacco totalmente dalla sua grazie a una selezione accurata di ottime etichette italiane e non solo: un’offerta al calice di grandi bottiglie senza precedenti, almeno nella Capitale.

Sommelier per caso o per vocazione territoriale?

Per caso, ma seguendo una naturale inclinazione per il buon cibo e il buon vino.

Secondo te, c’è un valore aggiunto nell’essere donna nel mondo di Bacco?

Più che altro credo sia un vantaggio in assoluto essere una donna.

 

Brylla, un nome che fa dell’ebbrezza contenuta il proprio emblema. Come ti è venuto in mente?

Il nome nasce dalla volontà di trovare una parola evocativa per definire l’universo del vino, che fosse allo stesso tempo ironico e divertente: come l‘atmosfera che vorrei si respirasse all‘interno del locale.

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L’idea della mescita al bicchiere di grandi etichette è una bella trovata. Quali sono le ragioni di questa scelta?

Ho semplicemente constatato la mancanza di un’offerta alla mescita consistente, anche nei vini di fascia medio/alta; i quali, essendo disponibili solo in bottiglia, a volte, restano poco accessibili.

 

Ma come si affronta il problema di un’importante bottiglia non completamente consumata?

Per quanto riguarda le etichette iniziate, il Coravin consente una bella gestione delle bottiglie e, ovviamente, della cantina. E’ un dispositivo straordinario (inventato da Greg Lambrecht, ndr), che consente di versare un bicchiere di vino da una bottiglia e lasciarla smezzata per parecchio tempo, grazie all’insufflazione mediante un ago che buca il sughero di un gas inerte, l’argon, che impedisce così all’aria ogni interazione con il vino.

Le tue aspettative rispetto a una tale novità.

Credo che quest’ampia scelta alla mescita sia davvero intrigante per ogni curioso del vino, perché da Brylla si può davvero provare di tutto (fatta eccezione, ovviamente, per le bollicine) senza doversi sobbarcare la spesa di un’intera bottiglia.

L’etichetta più costosa della tua cantina.

Château Lafite Rothschild 2006.a-tu-per-tu-con-marcella-capaldo_3

Hai in carta oltre 200 etichette: qual è il filo conduttore che ti ha guidato nell’approvvigionamento?

Cito una frase di Fabio Rizzari (giornalista e critico enogastronomico, ndr), che recita così: “Ciò che, retorica stucchevole o meno, ogni amante del vino sa bene è che il vino vero ha un cuore”. Insomma, voglio dire che mi ha guidato la ricerca della qualità e la voglia di rappresentare i mille volti del mondo di Bacco.

 

Abbinamenti: tradizionali o in piena libertà?

Io prediligo gli abbinamenti territoriali, figli della tradizione. Per il resto bisogna lasciar sperimentare i clienti.

 

Che posto occupa il vino nella cucina del tuo locale?

La cucina di Brylla ruota intorno al vino; i piatti che abbiamo pensato vogliono essere, infatti, un valido accompagnamento alla grande varietà di etichette che proponiamo.

La bottiglia del cuore.

Il Taurasi Piano di Montevergine Feudi di San Gregorio, un grande vino della mia terra, l’Irpinia. L’ho assaggiato la prima volta vent’anni fa, quando ancora non sapevo nulla di enogastronomia. Fu una vera scoperta. Da quel momento è iniziato il mio grande viaggio.

Clara Ippolito

 

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