A TU PER TU CON – ….i tre della bruschetta

i-tre-della-bruschetta_1Intervista al cubo per un trio di giovani intraprendenti, convinti estimatori di un cult della tavola sfornato nel cuore dell’Urbe

VALERIA BORTOLAN 

Dall’architettura alla tavola.

Neanche mi sono accorta come ci sono arrivata. Tre anni fa ristrutturai due locali e lì conobbi i miei colleghi: amicizia, passione per il cibo e una birra di troppo hanno fatto il resto.

Soci e amici: chi dei due compagni d’avventura è il più “brusco”?  

L’ingegnere, Stefano, è sicuramente il più serio, è un po’ brusco ma allo stesso tempo “strabuono”, non a caso è il mio compagno di vita! Io e lo chef siamo più mattacchioni.

La bruschetta del cuore.

Non ho dubbi, la “Pin Up”.

STEFANO BUGONI 

Il vostro è un format replicabile.

La formula è: cucina centralizzata + formazione e crescita del personale + procedure operative + team affiatato di giovani professionisti.

Se discutete tra voi, con quale bruschetta fate pace?

Abbiamo la nostra “Top five”: fondamentale è innaffiarla con un’ottima birra artigianale.

Una tira l’altra. Quante bruschette riesci a mangiare in un giorno?


Ventidue.

ALESSANDRO BURSI 

Non tutti i condimenti portano alla bruschetta. Come ti orienti?

Bisogna saperci stare sopra una fetta di pane e nel momento giusto. Quindi, seguo la stagionalità.

Tre soci, tre tipi di bruschette.

Io sono sportivo e pieno di energia, perciò la “Bismark” mi rappresenta bene; Stefano è un tipo piccante ma buono, quindi a lui calza a pennello la “Brutale”; Valeria è dolce ma decisa, il suo ritratto è la “Sciccheria”.

La bruschetta che verrà.

Salmone, avocado e fantasia.

Clara Ippolito

 

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