CHICCHE D’ITALIA – Arte dolciaria barocca

Arte dolciaria baroccaSì, è vero, l’estate non è proprio il momento ideale per il consumo di dolci, ma per le ghiotte letture non ci sono stagioni che tengano. Certo bisogna essere dei fan del dessert per leggere Arte dolciaria barocca, ma chi non lo è scagli la prima pietra.

E poi, ora che quasi tutti si sono messi a dieta per affrontare la fatidica prova costume, si può comunque appagare la voglia di dolce almeno con gli occhi, scorrendo le pagine di questo ipercalorico libro pubblicato da Gangemi Editore e scritto da June Di Schino.

Una studiosa di storia della cultura dell’alimentazione italiana, anche docente presso l’Università di Bologna e di Roma Tre, che ha messo certosinamente mano a un manoscritto inedito, scoperto e decodificato in due anni, opera nientedimeno che di Girolamo Mei, Credenziere di papa Alessandro VI.

Ma, badate bene, che il pregio di questo libro non sta solo nel suo valore storico, bensì nel fatto che l’autrice è riuscita a inserire nel volume 220 ricette di dolci d’epoca barocca tutte perfettamente riproducibili oggi.

E, come se non bastasse, il volume racconta per la prima volta il ruolo strategico e, per così dire, multitasking del Credenziere nel banchetto del tempo, fornendo la prima classificazione dei celebri Trionfi di Zucchero, capolavori artistici espressione della “maravaglia” secentesca, che suscitavano stupore non solo in chi li guardava ma anche in tutti quelli che li assaggiavano.

Leggendo quest’opera sarà possibile, quindi, scoprire le tante squisitezze pensate e preparate da Girolamo Mei per allietare il fine pasto della corte papale. Quali? Beh, comprando il libro, che costa sui 30 €, lo scoprirete.

Clara Ippolito

 

 

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