DIRITTI A TAVOLA – Doggy bag un diritto per il consumatore!

Doggy bag un diritto per il consumatore!_1La c.d. doggy bag è un diritto per il consumatore e non può essere negato dal ristoratore.

A dirlo è la sentenza n. 29942/2014 della Corte di Cassazione la quale ha affermato che trattasi di una pratica accettata dalla collettività. Già, ma cosa significa doggy bag?

La risposta è molto semplice; si tratta della comune pratica di raccolta dei propri avanzi del cibo non consumato per poterlo assaporare altrove.

Più in particolare, secondo la Suprema Corte (massimo organo giurisdizionale italiano), il comportamento del consumatore che, al termine di un pasto, richieda al ristoratore di portare via il cibo avanzato, rappresenta una pratica divenuta ormai parte integralmente del nostro vivere quotidiano ed accettata dalla collettività.

Ciò è possibile in quanto nel nostro ordinamento non esiste nessuna normativa che vieti esplicitamente l’utilizzo di tale pratica.

 

Conseguentemente il ristoratore, non solo deve consentire l’utilizzo del c.d. doggy bag ma addirittura non può ostacolare l’esercizio di tale pratica mediante l’apposizione di clausole o comportamenti che limitino al consumatore tale diritto.

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Pertanto, alla luce di quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, possiamo affermare che il c.d. doggy bag non rappresenta, come molti lo definiscono “un malcostume popolare” ma un vero e proprio diritto del consumatore che può essere esercitato liberamente da questi.

Siete d’accordo?

A voi “l’ardua sentenza”

Francesco Vaglio

 

 

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