DIRITTI A TAVOLA – Il c.d. coperto va pagato o no? Facciamo chiarezza

Cari amici e lettori, a quanti di voi è sopraggiunto l’interrogativo se il temuto “coperto” presente nella maggior parte degli scontrini debba essere pagato o no?

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E’ una domanda che certamente ognuno di noi si sarà posto dal momento che quando ci viene presentato il c.d. “conto”, vediamo sempre inserita la voce “coperto o Servizio” che innalza, e non poco, il prezzo del nostro pasto.

Ma cosa dice la legge sul punto?

Orbene, la disciplina concernente il servizio di ristorazione è stata demandata dallo Stato alla competenza delle Regioni, le quali hanno regolamentato tale materia mediante leggi regionali.

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Ad esempio la regione Lazio ha stabilito nell’art. 16 comma 3 della legge regionale n. 21 del 29 novembre 2006, che: “Qualora il servizio di somministrazione sia effettuato al tavolo, la tabella o il listino dei prezzi deve essere posto a disposizione dei clienti prima dell’ordinazione e deve indicare l’eventuale componente del servizio con modalità tali da rendere il prezzo chiaramente e facilmente comprensibile al pubblico. È inoltre fatto divieto di applicare costi aggiuntivi per il coperto”.

Ne discende pertanto che la maggiorazione dovuta al servizio a tavola può essere legittimamente applicata laddove questa sia espressamente  prevista nel listino prezzi o nel menù del ristorante e/o faccia capire al cliente quali siano i costi aggiuntivi relativi alla somministrazione al tavolo delle portate, vietando l’applicazione di ulteriori maggiorazioni ( ad es. relative al peso ecc.).

Conseguentemente laddove ci trovassimo di fronte ad un menù all’interno del quale non sia possibile individuare il prezzo del coperto e/o servizio oppure questo non sia facilmente conoscibile e/o individuabile, la maggiorazione applicataci deve ritenersi illegittima, permettendoci di non pagare il prezzo del coperto.

Nella speranza di aver chiarito tale annosa problematica vi auguro buon appetito!

 

Francesco Vaglio

 

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