CHICCHE D’ITALIA – Colazione a BORGOCAPO

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Arcaico e forte, l’Abruzzo che accoglie i ghiottoni erranti a Casalincontrada, in provincia di Chieti, sorprende con le sue insospettabili case di terra cruda. Così, seppure per un breve momento, ti trovi catapultata in una realtà che in pochi conoscono, quella di una serie di abitazioni che suscitano uno stupore quasi infantile. E, quando ci sei dentro, è come abitare la storia, perché scopri una struttura antica, risalente alla prima metà dell’800, alle prime case coloniche locali: dimore povere, memoria di un’età contadina, tutelate e valorizzate dal punto di vista culturale, oltre che turistico, dal CedTerra, che ne documenta e preserva l’esistenza.

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Sono costruzioni che poggiano su “massi” di terra non cotta, impastati con l’argilla locale e la paglia, lasciati ad asciugare all’aria. Ne è un esempio il B&B Borgocapo (www.borgocapo.com), un luogo magico dove dormi da dio, facendoti un sonno profondo, di quelli che allontanano gli echi stressanti della metropoli cui appartieni. Squisita l’ospitalità di Gianfranco Conti e Stefania Giardinelli, i padroni di casa, entrambi architetti, che hanno fatto del recupero di questa tecnica quasi estinta la propria fede: sono abruzzesi gentili, che non solo ospitano con gran garbo ma che insegnano anche a maneggiare la terra cruda nel loro laboratorio a chiunque voglia imparare a costruire, magari pure la propria vita, mattone su mattone, come si faceva una volta e si fa ancora in questo posto ancestrale.

Poi, manco a dirlo, al mattino fai colazione sorseggiando un meraviglioso orzo all’anice (mondo, tostato e macinato) prodotto dal Casino di Caprafico a Guardiagrele; perla golosa del chietino, che viene preparata con la napoletana, anche se va bene pure la moka o l’infusione diretta. Ma attenzione, perché è un sapore che può creare dipendenza (io ne ho fatto una bella scorta) da dolcificare rigorosamente con il miele dell’apicultura Malandra, altra delizia autoctona da non perdere.

Gusti che accompagnano ciambelle casalinghe e fette di pane fragrante, su cui va versato un filo d’olio, quello dell’azienda Le Ripe: oro verde biologico, figlio di due cultivar, l’autoctona Gentile di Chieti, sposata in parte al più famoso Leccino. Salutare e gustosa alternativa al burro, diventa una bontà superlativa se vi si spalma sopra pure una bella cucchiaiata di marmellata di uva Montepulciano d’Abruzzo (vitigno autoctono per antonomasia), prodotta dall’azienda agricola biodinamica Zappacosta di Bucchianico.

Alla fine, quando te ne vai, li benedici tutti. E rendi grazia alla Majella e ai tesori che custodisce come una grande, protettiva, madre.

Clara Ippolito

 

 

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