RISTORANTI – La CASETTA. Elogio della cucina familiare

La CASETTA. Elogio della cucina familiare_1

Se è vero – come recita il famoso titolo di un romanzo di Carlo Levi – che Cristo si è fermato a Eboli, è altrettanto sacrosanto che andando più giù sull’autostrada del Sole, magari, per raggiungere le spiagge della costa cilentana o calabrese, si può fare una sosta davvero ghiotta a un prezzo più che equo. Se seguite, infatti, la rotta del gusto casereccio, quello di famiglia per intenderci, approderete ad Atena Lucana Scalo (un’uscita sulla tratta Salerno-Reggio Calabria), dove farete un bel pranzo a base dei sapori strong locali.

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Ma andiamo per gradi, perché la storia di questa trattoria, come ama chiamarla il proprietario Vincenzo Monzillo, nasce con i genitori, Luigi e Rosa, nel lontano 1962, a un centinaio di metri da dove si trova ora, lungo la vecchia statale SS19, arteria principale che collegava la Calabria e la Sicilia al resto d’Italia. “Dal 1969, anno in cui fu inaugurata l’autostrada”, racconta il patron, “il lavoro si è intensificato e grazie al cielo non abbiamo mai smesso di avere il locale pieno”.

Oggi come ieri, del resto, in cucina c’è ancora la madre Rosa, a cui si è affiancata  da tempo sua sorella Lidia e una signora che fa da factotum: donne dalle mani d’oro che tirano ancora a mano i fusilli – tipologia locale di pasta fresca bucata con un apposito ferretto – ma anche i cavatielli, sorta di gnocchi “cavati”, cioè solcati, con due dita, impronta impressa su un impasto corposo e sodo. Entrambi vanno mangiati goduriosamente con un sugo di pomodoro semplice (o ragù), ma i secondi sono anche serviti, specie in inverno, con i legumi o le cime di rapa.

Ad ogni modo, comunque li preferiate, vi sarà portato d’emblée un vasetto con dei peperoncini freschi sottolio “indiavolati” (quindi non ne mettete troppo, mi raccomando, perché sono così forti da togliervi il fiato) e la formaggera con il pecorino locale.

Perché questa non è terra di parmigiano (ovvio che, se lo volete, lo trovate), ma di prodotti più schietti, come le carni – di pollo, maiale (costine o salsicce) e vitello – materie prime reperite personalmente in loco da fornitori di fiducia e cucinate esclusivamente alla brace, “in quanto si prestano a essere preparati al momento e nel modo più naturale possibile, con la sola aggiunta di sale”, come spiega Vincenzo. “Abbiamo anche un nostro orto”, aggiunge, “con verdure di stagione, sapori semplici ma genuini, molto apprezzati dalla nostra clientela, per lo più composta da gente che gira per lavoro, rappresentanti o autotrasportatori che, come noto, sono dei buongustai attenti alla autenticità della cucina”. Altra garanzia, che qui si mangia bene, benché non manchino anche gourmet aficionados locali e non. Il vino della casa è un discreto aglianico, ma c’è pure un bianco beverino: sobri compagni di una tavola che parla una lingua semplice e comprensibile a tutti. (Via Nazionale, 8  Tel. 0975.71020).

Clara Ippolito

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